il caffé della domenica
La campagna elettorale sta entrando nel vivo. Mancano ancora alcuni “dettagli”, ma con la decisione dell’UDC di “correre da sola” la geografia dei partiti che andranno a confrontarsi alle prossime elezioni si sta delineando con più chiarezza rispetto a pochi giorni fa. Non siamo in vendita. Solo chi ha da nascondere qualcosa cerca di cancellare la propria storia, noi, invece, siamo molto orgogliosi della nostra. In estrema sintesi (me ne scuso) anche con questi argomenti ieri Pier Ferdinando Casini ha sciolto la riserva che aveva posto giovedì davanti ai dirigenti del suo partito che lo invitavano a candidarsi alla guida del Paese, e ha assunto la decisione di candidarsi sotto le bandiere (sarebbe meglio dire “dietro lo scudo…”) dell’UDC rifiutando ufficialmente le offerte a far parte del Popolo della libertà. Poche ore fa, Casini ha fatto un appello a tutti coloro che credono ad un centro moderato perché «non c'è spazio per divisioni e personalismi. Se vi sono state incomprensioni oggi è il momento di superarle, è il momento di essere assieme in una battaglia che non è solo finalizzata a sventolare un simbolo ma a molto di più…». Vedremo chi e come raccoglierà questo invito, ma credo che l’ “appello” non sia -solamente- rivolto a gli interlocutori che in questo momento possono potenzialmente essere “vicini” all’UDC come la nascente Rosa Bianca e altre realtà di centro, ma l’orizzonte prospettico si può (mi auguro) allargare anche ad altre realtà, principalmente del mondo cattolico, che hanno la possibilità di partecipare da protagoniste ad una diversa ed entusiasmante stagione politica. Questo posizionamento al centro (che non può ancora evocare, nel chiacchiericcio politico quotidiano, qualcosa di indistinto, ma qualcosa di preciso e serio) può, come tutte le iniziative politiche, risolversi in un fallimento totale oppure in un successo inaspettato. Comunque rappresenta una possibilità che difficilmente nel medio-breve periodo si riproporrà con uguali caratteristiche, quindi necessita di un di più di coraggio nel decidere se farne parte o meno. Non un’esperienza confessionale, ma sentitamente viva grazie a valori che sono percepiti come veramente cari. Sicuramente una prospettiva di questo genere può riuscire se si accompagna con un impegno (non solo verbale) nella promozione di quelle intelligenze vive che un partito ed una area culturale e sociale ad esso attigua esprimono. E promozione vuol dire, molto semplicemente, candidare e far partecipare attivamente e convintamente i giovani intraprendenti e capaci che credono e creano questo progetto. Nella storia, a volte, si presentano davanti agli occhi di coloro che in quel momento la scrivono, delle occasioni che i più lungimiranti riescono a cogliere e a portare a compimento. Buona domenica.


