il caffè della domenica di antonio campati
L'ormai "famosa" manifestazione di Piazza Navona a Roma di qualche giorno fa organizzata da una parte dell'opposizione al Governo guidato da Silvio Berlusconi, ha reso evidente (ancora una volta) l'imbarazzante debolezza della politica italiana. Una comica e un comico (soprattutto) assieme a qualche giornalista illuminato e a pochissimi politici (che poco hanno fatto per rimanere tali, anzi si sono avvicinati molto al ridico anche loro) hanno messo in scena uno spettacolo che sicuramente non verrà ricodato come dei più edificanti. In una manifestazione politica hanno avuto uno spazio straordinario personaggi non-politici o comunque non legati al mondo della politica, i quali essendo uomini dello spettacolo (e quindi molto attenti alla loro promozione sul mercato) hanno -riuscendoci- creato il classico "polverone" che ha fatto loro guadagnare le prime pagine dei giornali e le aperture dei telegiornali. Quanto giova alla politica il "comizio" di un comico che fa finta (coscientemente) di essere politico? Non giova nulla, anzi. La politica (o almeno una grande parte di essa) deve sempre più frequentemente far ricorso a personggi che con qualche invettiva, qualche battuta più o meno spiritosa, riescono a catalizzare l'attenzione mediatica attorno ad un evento che sarebbe auspicabile rimanesse prettamente politico. Le invettive (sarebbero meglio battute spiritose) contro il Papa, contro il Presidente del Consiglio, contro i Ministri, contro chiunque, potrebbero avere ospitalità in un'occasione da spettacolo, anche se il limite oltre il quale si esce dal campo della decenza non dovrebbe essere comunque superato. Ma in una manifestazione politica sono inappropiate. Sono proprio le tante piccole debolezze, le tante piccole mancanze che unendosi creano un ostacolo al compimento di quei famosi "passi in avanti" che da più parti si vorrebbero far fare al nostro Paese. Buona domenica. ilb.
