sulla legge elettorale.
Oggi (come quasi tutti i giorni) ho consumato un piacevole pranzo nella mensa universitaria con alcuni amici. Come spesso (fortunatamente) capita, ci siamo soffermati a "ragionare" di politica... fra i tanti, massimi sistemi che abbiamo immaginato e analizzato (frase -evidentemente- ironica ed autoironica), è saltata fuori anche l'attuale legge elettorale. E' bene fare qualche commento. Come (pare) la maggiornaza degli italiani, anche alcuni miei amici non apprezzano nulla di questa legge elettorale. E' vero, alcuni aspetti sono opinabili. E' imbarazzante, per non utilizzare un altro termine, pensare che il nostro Parlamento sia stato "nominato" da un massimo di dieci persone (dopo un veloce calcolo durante la discussione sono arrivato ad individuarne sette, ma siccome siamo generosi, arriviamo fino a dieci...), quindi un sistema che preveda le preferenze -come rivendicavano i miei interlocutori- è aupicabile. L'aspetto che però non si può negare è che il sistema proporzionale, per definizione, rappresenta nel modo più insindacabile, le opinioni del cittadino, anche se poi questi non esprime una (o più di una) preferenza. Durante il pranzo, una mia frase ha creato accese reazioni: "non bisogna dimenticare che la tanto bistrattata legge elettorale (il porcellum) questa volta ha funzionato bene". Apriti cielo! Allora mi spiego: nel 2006 il porcellum ha prodotto una sostanziale parità in termini di attribuzione di seggi al Senato. Giustamente si condannò il risultato che questa legge elettorale produsse perchè imballò la Camera alta e, seppur con "condimenti" politici e personali vari, fu un elemento che determinò la vita brevissima della legislatura. Nelle ultime elezioni politiche il porcellum "ha funzionato bene" (mi autocito) perchè ha prodotto sia alla Camera, sia al Senato (dove attenzione la ripartizione dei seggi viene fatta su base regionale e non nazionale) una larga maggioranza in grado, come si suol dure, di governare. Tutta qui la mia riflessione. Adesso certamente qualche correttivo alla legge va fatto, o forse più di qualche correttivo anche perchè pende sul sistema la spada del referendum previsto fra circa un anno. Sarebbe bello iniziare un dibattito. Ovviamente (e ne sono ben contento) nei prossimi incontri gastronomici fra una lezione e l'altra non mancheremo di ritornare sull'argomento. ilb.
