giovedì, 22 novembre 2007

Copio ed incollo un commento lasciato al post "il caffè della domenenica".

OMAGGIO AD ANTONIO:
... Quante volte lo abbiamo sentito dire,chiunque lo ha detto probabilmente una volta.Ne parla uno che di politica non ne è affascinato ma la segue per capire(o meglio cercare di)cosa succede in particolare al nostro paese, perchè sono io che ci vivo e non posso rimettermi passivamente alle decisioni che altri, a volte anche incompetenti per i quali mi chiedo cosa ci facciano lì, prendono per me.Lì uguale "governo", Lì uguale parlamento, Lì uguale classe dirigente dello stato italiano;persone, autorità che non hanno ancora capito che il loro mestiere è di governare il paese per conto di quei 60 milioni che subiscono, sopportano in maniera indegna i capricci di questo o dell'altro "politico".Berlusconi o non Berlusconi.Destra o Sinistra.Prodi o Veltroni.Unione o Partito Democratico...la vaga sensazione che l'atmosfera non abbia molto a cambiare. La vaga sensazione che i problemi di un paese non possano risolversi nè con la bacchetta magica nè con cinque anni di governo.
La vaga sensazione che nulla possa modificare questa "casta"(di cui oggi si parla) non può allontanarci da questo sistema per eserne in realtà comunque inconsciamente parte, ma bisogna appartenere ad esso con l' obiettivo di doverlo quanto meno modificare.Allora andiamo a votare, partecipiamo,leggiamo, informiamoci,solo per questo, per essere assolutamente coscienti che prima o poi toccherà a noi, caro Antonio, e allora sapremo come vivere e far vivere. E quel giorno arriverà.

Prima di tutto: grazie per la riflessione. Questo commento mi offre la possibilità di spargere un po' di ottimismo. Esercizio che difficilmente esercito negli ultimi tempi parlando di politica. Nel commento, al contrario, traspare un velo di (quasi) rassegnato pessimismo. Non lo condivido, anche se chiarisco subito che al momento attuale non sono "tutte rose e fiori". Se ci adagiamo sul terreno delle sole critiche sbagliamo, dobbiamo, invece, avere uno scatto di orgoglio e cercare (crearlo, se non lo troviamo) lo spazio per un'azione nuova e diversa, capace di -come suole dirsi- volare in alto. Ma perchè questa fiducia? Le ultime ore della vita politica nostrana, pare indichino un "cambiamento". Non mi illudo: il tanto auspicato rinnovo della classe poltica è (ancora!) rinviato. Ma adesso non possiamo continuare ad evocare una prospettiva. Come le formiche dobbiamo organizzare proposte, idee e progetti (un po' come ho fatto con l'intervento che ho riportato nel post precedente) e poi sperare di riuscire, in prima persona, a realizzare i "sogni" che portiamo con noi. La sfiducia è tanta perchè c'è una "cattiva politica", ma per definizione, c'è anche una "buona politica" e noi proprio quest'ultima dobbiamo alimentare. Se verrà formulata una legge elettorale di tipo proporzionale con uno sbarramento alto, credo si renda necessaria una riorganizzazione del panorama poltico. In questa fase mi auguro che i giovani si facciano vivi per indirizzare e determinare le scelte future, in modo tale che quando "quel giorno" arriverà -come giustamente fa notare l'autore del commento- non ci troveremo impreparati. Con la speranza che questo intervento non sia una meteora, grazie ancora. ilb.   

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lunedì, 19 novembre 2007

Come avevo scritto ieri, vi indico i due siti che riportano una mia riflessione sull'attualità politica.

www.tocqueville-acton.org

www.noipress.it/attualita/DettaglioNews.asp?ID_News=5828

buona lettura. ilb.

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domenica, 18 novembre 2007

il caffè della domenica  di Antonio Campati

Dopo una (lunga) pausa dovuta a diverse ragioni, ma comunque colmata da altri interventi infrasettimanali, torna l'appuntamento domenicale con la speranza che sia presente con una certa costanza. Di politica ne parleremo fra qualche giorno quando probabilmente indicherò un link dove poter leggere (e commentare qui sul blog) uno scritto sull'attualità. Oggi (tanto per cambiare...) cito qualche ultima uscita in libreria, poichè questi mesi sono fecondi di libri. Oltre al "classico" appuntamento con il libro di Bruno Vespa ("L'amore e il potere"- Mondadori), per chi vuole dilettarsi con un serio pamphlet politico scritto da uno dei più giovani leader italiani, consiglio "Furore giacobino" di Luca Volontè (Aliberti editore). Il senatore Giulio Andreotti negli ultimi anni pubblica con la Rizzoli alcune annate dei suoi "famosi" diari, l'ultimo in ordine di uscita è "2000". Carlo Baccetti, docente di Scienza Politica all'Università di Firenze, per "il Mulino" ha scritto "I postdemocristiani", interessante. Il prossimo "consiglio" è spinto dall'interesse che suscita il titolo, ma confesso di non averlo neppure sfogliato in libreria (per quaesto chinque lo abbia letto e vuole condivedere qualche riflessione è ben accetto, ovviamente): "Adulti con riserva. Com'era allegra l'Italia prima del 68" (Mondadori) di Edmondo Berselli. Interessantissimo il libro di Rino Fisichella "Nel mondo da credenti. Le ragioni dei cattolici nel dibattito politico italiano" (Mondadori). Buona domenica.  

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martedì, 13 novembre 2007

luci accese.

Credo (con molta probabilità di non sbagliarmi) che questa notte almeno le luci di Palazzo Chigi e di Palazzo Grazioli resteranno accese. Il motivo è presto detto: domani si svolgerà una seduta "decisiva" al Senato per l'approvazione della legge Finanziaria e poichè nulla è scontato -tantomeno in politica- i due inquilini dei palazzi avranno un gran bel da fare. I due Palazzi oltre a ricordare nella dicitura (Palazzo) gli scritti di pasoliniana memoria, evocano i due personaggi sui quali si è retto (e continua a reggersi) questo nostro bipolarismo da undici anni a questa parte. Francamente non è molto entusiasmante pensare che da così tanto tempo siamo incardinati sulle possibilità che possono assicurare due persone, neppure giovani; ancora più desolante è pensare che le sorti di un governo (del nostro in particolare) si regga sulle rischieste di uno, due o al massimo tre senatori. Hanno ragione allora i miei coetanei a dirsi schifati dalla politica? Per dirla con uno strumento dialettico adottato dal Segretario Veltroni, si ma anche no. Si, perchè è deprimente impegnarsi, spendere energie e tempo per una passione che non offre spesso risultati a breve termine. No, perchè è troppo facile dire no e casomai sacrificare una "vocazione" per l'impegno pubblico solo perchè si incontrano degli ostacoli all'apparenza insormontabili. Resta il fatto che le luci resteranno accese, con la speranza che il vecchio adagio trovi corrispondenza nella realtà e che, quindi, "la notte porti consiglio".  ilb.

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giovedì, 08 novembre 2007

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Il giovane e intraprendente Daniele Capezzone ieri ha ufficialmente rassegnato le dimissioni da Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera  perchè considera "esauriti" la fase e l'assetto politici che determinarono la sua elezione e da componente del gruppo de "la Rosa nel Pugno" il quale, scrive Capezzone, "sopravvive oggi, di fatto, pressoché esclusivamente come strumento tecnico attraverso il quale diverse organizzazioni e realtà partitiche perseguono i loro attuali (e fra loro diversi) scopi e traiettorie, in larga misura da me non condivisi, ma soprattutto (visto che ciò che sembra unire le diverse componenti è lo schiacciamento, l’appiattimento sul Governo, in qualche caso addirittura “a prescindere”…) assai lontani dai toni e anche da molti contenuti della campagna elettorale". Un gesto (le dimissioni) sicuramente inconsueto. Qualcuno direbbe coraggioso. Sicuramente rappresenta una sconfitta per gli uomini di buon senso che (seppur in minoranza) animano il nostro Parlamento. ilb.

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