IDEE per l'Università.
Ecco lo spazio dove inserire (nei "commenti") suggerimenti, progetti, iniziative...
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il caffè della domenica di Antonio Campati
Qualche giorno fa ho iniziato a leggere "Saremo moderni?", il libro fresco di stampa di Sergio Romano. E' un diario dell'anno che si è appena concluso (2006) nato da un'idea di un editore francese che ha chiesto al noto editorialista del "Corriere della Sera" di spiegare attraverso delle semplici, ma esaustive riflessioni i comportamenti, i costumi, le abituduni... di noi italiani. Leggo a pag.82: "Berlusconi e Prodi possono essere ormai paragonati a un tappo sulla bottiglia di vino della politica italiana in via di maturazione. Per conoscere la qualità del vino di domani, quello che dovrebbe rianimare l'Italia, occorrerà prima stappare la bottiglia".
In televisione non si fa che parlare del "tormentone" Scamarcio, dei lucchetti sul ponte di Roma, quindi del film e dei "mocciani" (non so se il virgolettato è corretto), aggettivo nato dal cognome del celebre scrittore Moccia autore del libro che ha ispirato il film campione di incassi. Non ho visto il film. Ma vorrei dire un paio di cose, come si suol dire, in generale. La prima a chi 'snobba' questi film: rassegnatevi, milioni di persone li hanno visti (io tra questi), li vedono (io tra questi), e li continueranno a vedere (io tra questi), fra qualche anno leggeremo le recensioni che ne fanno sui libri della storia del cinema, eppoi non sono così "vuoti" come dicono (almeno non tutti). Comunque questa 'categoria' sarà stata contenta di apprendere che Bellocchio girerà un film "politico" su Mussolini. Niente frivolezze. Il secondo appunto lo vorrei fare a chi guarda questi film come oggetti profetici e rivelatori di una generazione. Si sbagliano. A volte si è usciti proprio fuori strada.
Buona domenica. ilb.
frase.
Come ogni lunedì, sulla prima pagina del "Corriere della Sera" Francesco Alberoni dispensa ai lettori delle profonde riflessioni. Dall'ultima (quella di oggi) vi riporto una frase: "la capacità di giudizio personale matura nella solitudine con la riflesione, il dubbio e richiede di saper guardare il mondo con curiosità, con stupore, con ingenuità, con cuore puro". buona serata. ilb.
questioni irrisolte.
Nonostante la fiducia che il Senato della Repubblica ha accordato al Governo presieduto da Romano Prodi, il problema politico che si evocava fino a pochi minuti prima della votazione è ancora vivo e vegeto. Non basta il consenso di quattro Senatori a vita e di qualche (due) deputato eletto nel centrodestra a cancellare le debolezze direi strutturali della maggioranza uscita dalle ultime elezioni politiche. Oramai non credo che la complessità politica che ha caratterizzato gli ultimi anni e che stenta a produrre -soprattutto- un qualsivoglia gesto "di simpatia" da parte della pubblica opinione verso la politica, possa essere in un qualche modo migliorata. Ma è necessario cambiarla, migliorarla appunto. La politica deve essere costantemente attiva, non può adagiarsi su posizioni di comodo. Mi riferisco ad un particolare risvolto del sistema elettorale. Fra qualche settimana salterà fuori anche un tormentone su questa legge elettorale. Se ne parla troppo e a sproposito. Massimo Cacciari ieri sosteneva che l'attuale legge elettorale, modificata circa un anno fa, non sarà modificata nuovamente. Il motivo lo ha rintracciato in un carattere tanto semplice quanto imbarazzante: non conviene alle segreterie nazionali di tutti i partiti modificare questa legge che praticamente le ha rese "signore" indiscusse nella scelta dei candidati, i quali, in questo modo, sono (semplicemente!!!) "nominati". Come i concorrenti del Grande Fratello. Tant'è che, ha argomentato ancora il professor Cacciari, negli essenziali dodici punti di Prodi, non c'è neppure un cenno alla legge elettorale, ritentua da tutti indispensabile per andare avanti. Ieri però Prodi, in Senato, ha parlato della legge elettorale ed ha auspicato una larga convergenza sulla sua modifica. Adesso, francamente, mi sorge un dubbio: ma qual è, veramente, la strategia che il Presidente del Consiglio vuole portare avanti? Costruisce ogni giorno una nuova fila di mattoni sul muro che, purtroppo, divide maggioranza e opposizione, poi, quando si trova a dover risolvere una questione che divide la sua maggioranza, si appella al Parlamento. Come ha sostenuto un illustre editorialista del Corriere della Sera, la forza di Prodi è frutto prorio del clima teso ed è per questo che il Professorre vuol mantenere lo status quo. Probabilmente. Ma questo clima può far "vivere" qualche giorno di più un governo, ma non può produrre certo qualcosa di positivo per la poltica italiana, tantomeno per il Paese. ilb.