domenica, 25 febbraio 2007

la "caduta" e la (probabile) "resurrezione".

Dal momento che ho avuto problemi tecnici con il computer, rientrato a Milano, mi accingo, con piacere, a commentare queste convulse giornate politiche. Non nascondo, in primo luogo, la difficoltà (che tuttora vive) di comprendere con tranquillità la scelta di qualche senatore che ha deciso di votare la fiducia al governo Prodi che, dopo la grave e non risolta crisi che lo ha investito, è stato ufficialmente rinviato alle Camere per ottenere (nuovamente) la fiducia. Come chi mi conosce ha capito,non parlo di un senatore qualunque, ma specificatamente di Marco Follini. Sono orgoglioso di poter rivendicare ancora oggi, nonostante le reazioni delle ultime ore, la mia adesione alla coraggiosa e lungimirante linea politica che fino a qualche mese fa (per intenderci fino a quando il senatore Follini è stato Segretario Nazionale dell'UDC, al massimo fino a qualche mese dopo) l'Harry Potter della poltica sosteneva. Come lo stesso Follini varie volte ha avuto modo -giustamente- di dire, specialmente nel campo poltico vivere delle esperienze di qualsiasi genere esse siano, producono alcuni effetti se si ha vent'anni, altri se se ne hanno quaranta, altri ancora se se ne hanno sessanta e così via. Non mi spingo oltre per non scendere in una considerazione solamente personale, considerazione che (probabilmente) si potrà fare in una lettera indirizzata allo stesso Marco, ma questo, se avverrà, avverrà fra qualche giorno. Torniamo alla crisi governativa. Dopo un appassionato discorso al Senato della Repubblica il Ministro degli Affari Esteri Massimo D'Alema ha chiesto alla Camera alta di esprimersi sulle linee guida che aveva esposto con la sua consueta abilità retorica. Il Senato non ha accolto positivamente la relazione del Ministro. Due esponenti della maggiornaza hanno votato contro (nonostante le vergognose minacce che hanno ricevuto pochi istanti prima del voto nello stesso Senato davanti al popolo italiano) e siccome i voti della maggioranza in questo ramo del Palmento sono esigui, il governo è "andato sotto". Si sono astentuti -quindi per il regolamento del Senato equivale a votare contro- i venti senatori UDC, Marco Follini e i due senatori a vita Giulio Andreotti e Francesco Cossiga. Contari anche tutti i rimanenti senatori del centro-destra. Adesso un brevissimo commento specifico alla votazione: per me sono stati molto più coerenti i due senatori che non hanno votato che non i "falsi-pacifisti", i "falsi-ambientalisti", i "falsi-comunisti"... che hanno votato favorevolmente alla relazione del governo pur non condividendone nessun (o quasi) punto. Io non dimentico. Non dimentico le manifestazioni in piazza, non dimentico le bandiere arcobaleno, non dimentico i cortei e gli sciperi...devo pensare che fossero tutte falsità? Pura pubblicità? Quindi pura propaganda? Non lo voglio pensare. Credo che in quelle manifestazioni con le bandiere arcobaleno sfilassero anche persone che sapevano cosa stavano facendo. Ma proprio a queste persone la sinistra cosa dice oggi? Le "mani grondandi di sangue" delgi americani adesso sono pulite?!? Non è polemica, è politica. Si è assistito ad un deprimente siparietto, evitabile. La settimana scorsa nella ormai famosa seduta del Senato, è andata in onda una puntata del reality della poltica che ha mostrato come il nostro sistema politico sia profondamente "sballato". Ma procediamo. Francamente auspicavo che il Presidente Napolitano affidasse l'incarico di formare il governo ad un'altra personalità (non sarebbe stato per nulla scandaloso rintracciare questa persona nel giovane e capace Enrico Letta, persona dalle qualità evidenti, anche per dare un segnale chiaro nella direzione di un "ringiovanimento" della politica, desiderio ancora vivo in molti di noi). Il governo che è "caduto" ma che si appresta a "risorgere" non credo che sia un governo che possa governare. Solamente con il bisticcio di parole si può far capire il concetto. Ma a quanto pare, dopo un primo momento di turbolenza, Romano Prodi ha "costretto" (per alcuni non sono neppure necessarie le virgolette) a firmare un dodecalogo per continuare l'azione governativa. Adesso, ne vedremo delle belle. In base a questo memorandum firmato da tutti i partiti della coalizione di centrosinistra (o sinistracentro, fate voi) Pecoraro Scanio dovrà rassegnarsi e accettare la TAV, la sinistra massimalista dovrà ritoccare la riforma delle pensioni, i laici e laicisti vari dovranno abbandonare anche i Dico (dopo aver abbnadonato i Pacs e aver messo le basi per una formula più soft, i Dico appunto) e esaltare poltiche per la famiglia... potrei continuare, ma nelle prossime settimane saranno messe in luce tutte le "divergenze" per usare una parola "leggera" che esistevano, esistono e esisteranno nell'Unione. Non leggeremo più fiumi di interviste che contengono il tutto e il contrario di tutto, Silvio Sirrcana sarà il portavoce unico del governo (ipse dixit) e dulcis in fundo (dodicesimo punto) comunque vada alla fine sceglierà, in caso di contrasti, per tutti il Presidente del Consiglio. Adesso spiegatemi voi come può sentirsi una persona che (poveraccio lui) crede ancora nella politica. Come ha scritto giustamente Sergio Romano, il documento è stato firmato con un unico sentimento (questo sì, comune) che è quello di "non fare un regalo" a Silvio Berlusconi. Questo è un altro particolare eloquente. Alle prossime riflessioni. ilb.

postato da: ilbalenottero alle ore 22:18 | Permalink | commenti
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