domenica, 28 gennaio 2007

il caffè della domenica  di Antonio Campati 

Ieri sera, finalmente, sono riuscito a vedere "Manuale d'amore 2". Un film molto chiacchierato, molto pubblicizzato, molto visto. Venerdì scorso (la prima volta che veniva proiettato) non sono riuscito ad entrare: tutti i posti occupati. Allora il gruppo ha percorso "nuove vie"... ma questa è un'altra storia. Ebbene il film, nel complesso, è bello. Ecco alcune considerazioni. Carlo Verdone ha dimostrato, ancora una volta, di essere un bravissimo attore; l'episodio che lo vede protagonista (l'ultimo) è il più bello, lui si distingue notevolmente per professionalità. I temi che rimandano all'attualità (fecondazione assistita, coppie di fatto, matrimonio fra omosessuali...) sono stati trattati con quel tanto di superficialità con la quale li si considerano nella quotidianeità. In questo senso il film è un'ottima fotografia della società (soprattutto della comunicazione). In effetti devo aver letto da qualche parte che a molti gay il film non è piaciuto, in effetti vengono ancora raccontati con l'ormai superato stereotipo che è stato loro affibiato e che sopravvive da vari anni. Sarebbe stato più originale se invece del padre di una  famiglia del sud, intollerante alle nuove "forme" di convivenza (già visto), ci fosse stato un "moderno" padre della metropoli con cellulari e parlamari che vive con un figlio omosessuale in procinto di sposarsi. Ma questa è solo un'idea, confido nella prossima volta (probabilmente saranno cinque i 'manuali'). Spesso ci dimentichiamo di affrontare i temi che abbiamo più a cuore con quel pizzico di brio che non guasta mai. Anche perchè quelli che si pongono come i paladini del "progresso" rimangono poi stretti nella gabbia della retorica e del 'poco approfondimento'. Buona domenica. ilb. 

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domenica, 21 gennaio 2007

il caffè della domenica  di Antonio Campati 

E' inutile negarlo, aspettavano questa decisione non in molti, in moltissimi. La terza sezione penale della Corte di Cassazione ha creato gioia immensa nei cuori degli "scaricatori seriali", insomma di chi scarica musica, film, immagini...da internet. Perchè? Perchè ha annullato una sentenza della Corte di Appello di Torino che aveva condannato due ragazzi per violazione della legge sul copyright ed ha dichiarato che non è reato scaricare da internet materiale tutelato dal diritto d'autore, purchè ciò non venga fatto per "scopo di lucro". Una decisione rivoluzionaria. Naturalmente si sono subito creati i due fronti: i felicissimi e gli "scontentissimi". I fatti analizzati dalla Corte risalgono al 1999, quindi già qualcuno ha fatto notare che dal momento che la legislazione in materia ha subito più modifiche negli ultimi anni, questa sentenza in un certo senso è circoscritta. Ma ciò non ha raffreddato gli animi felici degli "scaricatori". Il problema esiste. E' francamente stupido pensare che i più (forse la totalità) vadano a spendere dieci, quindici euro per un singolo (una sola canzone) quando con un clic e due minuti la si può scaricare -gratuitamente- dal proprio computer senza neppure uscire di casa. Allo stesso modo è ovvio che tutto ciò che è tutelato dal diritto d'autore deve essere appunto tutelato, ma si deve mettere in evidenza che sul questa specifica materia si è agito con troppo lassismo...insomma si è lasciato che tutto "degenerasse" nella situazione attuale dove, secondo un sondaggio, oltre l'80% degli intervistati ha annesso di scaricare materiale da internet. Sicuramente la legislazione, le proteste, e i commenti di giubilo non finiranno qui. Buona domenica. ilb.

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venerdì, 19 gennaio 2007

il ricordo (utile) di bettino.

Sette anni fa moriva ad Hammamet Bettino Craxi. Non è un esecizio sterile quello di ricordare chi è scomparso. Non lo è soprattutto se il ricordo può essere utile a riflettere e ad agire nell'attualità, anche se capisco benissimo che "non è tanto di moda" cercare di analizzare con mente serena pagine importanti, ma controverse, della nostra (e non solo nostra) storia. A volte le -come si suol dire- coincidenze della vita portano alcune fasi politiche a consumarsi in un periodo nel quale cade l'anniversario di altre consumatesi precedentemente, ma strettamente legate alle prime. Ancora oggi non abbiamo 'fatto i conti' con l'esperienza politica di Bettino Craxi. In questi giorni, però, si presenta davanti a noi una nuova occasione, ma credo che, ancora per una volta, la faremo passare via senza neppure tanti rimpianti. Si comprendono benissimo dai  giornali le evidenti difficoltà createsi in seno ai Democratici di Sinistra in vista del loro imminente congresso dal quale dovrà uscire una precisa rotta da seguire che abbia come meta il (tanto?) auspicato Partito Democratico. Dalle piacevoli pagine della bella autobiografia politica di Giorgio Napolitano "Dal Pci al socialismo europeo" (Laterza), si possono ricavare strumenti utili per ricordare Craxi, ma allo stesso modo interpretare la 'crisi' che investe il maggior partito del centrosinistra. Le considerazioni di un "migliorista" ci ricordano che occorre avere coraggio, specialmente in politica, non tanto nell'anticipare gli eventi (sarebbe un "successo" che hanno raggiunto solamente pochi grandi statisti), ma almeno avere la capacità di affrontarli e domarli quando si palesano davanti ai propri occhi. Nell'arco di poco più di dieci anni, il maggior partito della sinistra italiana si affretta a "cambiare" per la terza volta il proprio nome cercando un nuovo approdo, nuove formule, nuove "cose". Questo percorso (non privo di varie scissioni) deve essere letto come un qualcosa di più di una semplice 'evoluzione politica'. Questo qualcosa in più potrebbe essere rintracciato, forse, nella non ancora raggiunta chiarezza nel fare "i conti con il passato" e fra questo passato includo anche il rapporto con il Partito socialista specialmente nel lungo periodo nel quale aveva una guida indiscussa in Craxi. Non mi sbilancio nel dire, giunti a questo punto, se il Partito Democratico si farà. Molto probabilmente si farà, ma non sarà mai una "cosa" duratura: o sarà permanentemente percorso da correnti in conflitto, oppure già qualche mese dopo la sua nascita si penserà ad una sua 'evoluzione'. Il travaglio del mondo della sinistra, includendo anche l'esperienza (fallita) della Rosa nel Pugno che ha interessato i socialisti dello Sdi, sicuramente non è un fattore positivo della politica italiana, la quale vive in modo confuso anche le declinazioni riferibili all'area di centrodestra. La lezione di Bettino, come qualcuno preferisce riferirsi alla storia del leader socialista, dovrebbe essere analizzata con chiarezza nelle sue luci e nelle sue ombre, ma questo, come prima ricordavo, stenta molto a verificarsi. Se questa 'analisi' si facesse, credo che da questa ne troverebbe molto giovamento la sinistra che si rischiama al socialismo europeo, ma per realizzare questa operazione occorrerebbe molto coraggio e forse una punta di autocritica. Ma questi due caretteri non sembrano tanto ben visti dalle nostre parti. Peccato. ilb.

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giovedì, 18 gennaio 2007

Il 18 gennaio  del 1919 viene diffuso l'appello A tutti gli uomini liberi e forti, con il quale nasce ufficialmente il Partito Popolare Italiano fondato da don Luigi Sturzo. Ne riporto il testo integrale. 

Partito Popolare Italiano

 A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnano nella loro interezza gli ideali di giustizia e libertà. E mentre i rappresentanti delle Nazioni vincitrici si riuniscono per preparare le basi di una pace giusta e durevole, i partiti politici di ogni paese debbono contribuire a rafforzare quelle tendenze e quei principi che varranno ad allontanare ogni pericolo di nuove guerre, a dare un assetto stabile alle Nazioni, ad attuare gli ideali di giustizia sociale e migliorare le condizioni generali, del lavoro, a sviluppare le enrgie spirituali e materiali di tutti i paesi uniti nel vincolo solenne della "Società delle Nazioni".

E come non è giusto compromettere i vantaggi della vittoria conquistata con immensi sacrifici fatti per la difesa dei diritti dei popoli e per le più elevate idealità civili, così è imprescindibile dovere di sane democrazie e di governi popolari trovare il reale equilibrio dei diritti nazionali con i supremi interessi internazionali e le perenni ragioni del pacifico progresso della società.

Perciò sosteniamo il programma politico-morale patrimonio delle genti cristiane, ricordato prima da parola angusta e oggi propugnato da Wilson come elemento fondamentale del futuro assetto mondiale, e rigettiamo gli imperialismi che creano i popoli dominatori e maturano le violente riscosse: perciò domandiamo che la Società delle Nazioni riconosca le giuste aspirazioni nazionali, affretti l'avvento del disarmo universale, abolisca il segreto dei trattati, attui la libertà dei mari, propugni nei rapporti internazionali la legislazione sociale, la uguaglianza del lavoro, le libertà religiose contro ogni oppressione di setta, abbia la forza della sanzione e i mezzi per la tutela dei diritti dei popoli deboli contro le tendenze sopraffatrici dei forti.

Al migliore avvenire della nostra Italia - sicura nei suoi confini e nei mari che la circondano - che per virtù dei suoi figli, nei sacrifici della guerra ha con la vittoria compiuta la sua unità e rinsaldta la coscienza nazionale, dedichiamo ogni nostra attività con fervore d'entusiasmi e con fermezza di illuminati propositi.

Ad uno Stato accentratore tendente a limitare e regolare ogni potere organico e ogni attività civica e individuale, vogliamo sul terreno costituzionale sostituire uno Stato veramente popolare, che riconosca i limiti della sua attività, che rispetti i nuclei e gli organismi naturali - la famiglia, le classi, i Comuni - che rispetti la personalità individuale e incoraggi le iniziative private. E perché lo Stato sia la più sincera espressione del volere popolare, domandiamo la riforma dell'Istituto Parlamentare sulla base della rappresentanza proporzionale, non escluso il voto delle donne, e il Senato elettivo, come rappresentanza direttiva degli organismi nazionali, accademici, amministrativi e sindacali: vogliamo la riforma della burocrazia e degli ordinamenti giudiziari e la semplificazione della legislazione, invochiamo il riconoscimento giuridico delle classi, l'autonomia comunale, la riforma degli Enti Provinciali e il più largo decentramento nelle unità regionali.

Ma sarebbero queste vane riforme senza il contenuto se non reclamassimo, come anima della nuova Società, il vero senso di libertà, rispondente alla maturità civile del nostro popolo e al più alto sviluppo delle sue energie: libertà religiosa, non solo agl'individui ma anche alla Chiesa, per la esplicazione della sua missione spirituale nel mondo; libertà di insegnamento, senza monopoli statali; libertà alle organizzazioni di classe, senza preferenze e privilegi di parte; libertà comunale e locale secondo le gloriose tradizioni italiche.

Questo ideale di libertà non tende a disorganizzare lo Stato ma è essenzialmente organico nel rinnovamento delle energie e delle attività, che debbono trovare al centro la coordinazione, la valorizzazione, la difesa e lo sviluppo progressivo. Energie, che debbono comporsi a nuclei vitali che potranno fermare o modificare le correnti disgregatrici, le agitazioni promosse in nome di una sistematica lotta di classe e della rivoluzione anarchica e attingere dall'anima popolare gli elementi di conservazione e di progresso, dando valore all'autorità come forza ed esponente insieme della sovranità popolare e della collaborazione sociale.

Le necessarie e urgenti rifrome nel campo della previdenza e della assistenza sociale, nella legislazione del lavoro, nella formazione e tutela della piccola proprietà devono tendere alla elevazione delle classi lavoratrici, mentre l'incremento delle forze economiche del Paese, l'aumento della produzione, la salda ed equa sistemazione dei regimi doganali, la riforma tributaria, lo sviluppo della marina mercantile, la soluzione del problema del Mezzogiorno, la colonizzazione interna del latifondo, la riorganizzazione scolastica e la lotta contro l'analfabetismo varranno a far superare la crisi del dopo-guerra e a tesoreggiare i frutti legittimi e auspicati della vittoria.

Ci presentiamo nella vita politica con la nostra bandiera morale e sociale, inspirandoci ai saldi principii del Cristianesimo che consacrò la grande missione civilizzatrice dell'Italia; missione che anche oggi, nel nuovo assetto dei popoli, deve rifulgere di fronte ai tentativi di nuovi imperialismi di fronte a sconvolgimenti anarchici di grandi Imperi caduti, di fronte a democrazie socialiste che tentano la materializzazione di ogni identità, di fronte a vecchi liberalismi settari, che nella forza dell'organismo statale centralizzato resistono alle nuove correnti affrancatrici.

A tutti gli uomini moralmente liberi e socialmente evoluti, a quanti nell'amore alla patria sanno congiungere il giusto senso dei diritti e degl'interessi nazionali con un sano internazionalismo, a quanti apprezzano e rispettano le virtù morali del nostro popolo, a nome del Partito Popolare Italiano facciamo appello e domandiamo l'adesione al nostro Programma.

Roma, lì 18 gennaio 1919

LA COMMISSIONE PROVVISORIA
On. Avv. Giovanni Bertini - Avv. Giovanni Bertone - Stefano Gavazzoni - Rag. Achille Grandi - Conte Giovanni Grosoli - On. Dr. Giovanni Longinotti - On. Avv. Prof. Angelo Mauri - Avv. Umberto Merlin - On. Avv. Giulio Rodinò - Conte Avv. Carlo Santucci - Prof. D. Luigi Sturzo, Segretario Politico.

 

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domenica, 14 gennaio 2007

il caffè della domenica  di Antonio Campati 

Dopo una lunga pausa, torna l'appuntamento domenicale. Lasciamo alle spalle le festività natalizie, il capodanno e la befana. Adesso per gli studenti universitari (come me) è il periodo degli esami, per quelli delle scuole superiori dei compiti in classe...e il povero gennaio è sempre un mese che comincia nel migliore dei modi, con i maggiori auspici e si consuma con (a volte estenuanti) ore di studio. Comunque, ci attendono nelle prossime settimane film, libri, incontri. Attendiamo "manuale d'amore 2" super pubblicizzato e, per metà febbraio (esattamente il 14), "notte prima degli esami:oggi". La prima uscita di quest'ultimo, lo scorso anno, sempre nel giorno di San Valentino, fruttò 15 milioni di incasso, a fronte dei due milioni e mezzo che costò. Quest'anno nuovo film ambientato ai giorni nostri, differente è anche l'attrice protagonista. Buona domenica. ilb.

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