il caffè della domenica di Antonio Campati
la frivolezza.
Per varie ragioni, anche questa settimana si sono create alcune condizioni che mi avrebbero impedito di riempire questo consueto spazio domenicale. Dal momento che la prossima settimana, il "caffè", molto probabilmente, non ci sarà, non potevo permettermi di negarlo per tre settimane consecutive. Per evitare i "rimproveri" (!) della scorsa settimana, pochi minuti fa, mi sono messo a pensare per cercare di trovare qualcosa da scrivere...capisco che non sia una bella cosa a dirsi, ma mantenere una "rubrica" (che parolone!!!) non è semplice. In effetti, non è proprio vero che non ci sia nulla di cui parlare, probabilmente ci sono troppe cose di cui scrivere ed è difficile scegliere. Ma qualcosa a cui dedicare questo "caffè" mi era venuta alla mente pochi giorni fa leggendo un commento al precedente post. Precisamente pensavo alla considerazione di MrAsp sulla frivolezza. Che bella parola "frivolezza". Da buon navigatore, la prima cosa che ho fatto è andare a cercare su "google" il termine. Fra i primi risultati,mi ha colpito una definizione di frivolezza tratta da un sito che non conosco (www.compagnosegreto.it) : luogo mentale e di stile dove l’intelligenza dovrebbe sapere pur rifugiarsi benissimo, come un uccellino nel suo bosco. Tanto più quando imperversano certi temporali storici. Non mi sono soffermato sull'autore della massima, ma l'ho semplicemente riportata. Una definizione, semplicemente, ricca. Questo luogo mentale e di stile dove l'intelligenza dovrebbe saper pur rifugiarsi. Quali saranno questi "temporali storici"? Immaginiamoli, adattiamoli a ciò che vogliamo. A volte anche con delle fesserie (forse, soprattutto con quelle) si può imparare qualcosa. Buona domenica (ovvero, vista l'ora, buona serata).

