martedì, 30 maggio 2006

la letizia a milano.

alla fine qui a milano ha vinto letizia moratti. primo sindaco donna della città. a giochi conclusi, si deve formulare un vivo complimento allo staff del nuovo primo cittadino: è stata condotta una campagna elettorale impeccabile. dopo tante voci, prima di natale, una mattina i milanesi si sono svegliati e hanno trovato la fotografia del candidato del centro-destra sui muri, coalizione compatta (hanno tentato di sfaldarla in piena gara, ma non ci sono riusciti), campagna organizzata in fasi (ascolto, organizzazione del programma, pubblicizzazione del programma), stile sobrio e signorile, alle provocazioni ("puttana", "stronza", "hai svenduto la scuola", "padrona" ... condite da buona dose di fischi e urla) la letizia ha risposto, anche dopo le dure contestazioni del 25 aprile e del 1 maggio, "i fischi fanno parte della democrazia". punto. ha scelto le provocazioni alle quali rispondere: a "le invasioni barbariche" ferrante -credo involontariamente- ha detto "si, le donne sono sempre un passo indietro a noi uomini"... e lei, la letizia, due giorni dopo al palalido con abito fin troppo frizzante (a movimenti troppo spensierati, l'omebico era bene in vista), ha risposto urlando "noi donne siamo non uno, ma dieci passi avanti !!!" e giù un tripudio di appalusi. il programma (ma chi lo legge?!?) realizzato in modo chiaro e semplice.  non da ultima, l'attenzione ai giovani, con una lista confezionata ad hoc. insomma una campagna elettorale "studiata" e riuscita bene. ma dall'altra parte l'ex prefetto ferrante ha fatto la sua parte, ha dovuto pagare le conseguenze che derivano da una variopinta situazione all'interno della coalizione che, paradossalmente, ha pesato di più rispetto alla situazione nazionale. spesso si è notato un certo imbarazzo a esporre le idee con chiarezza a causa della presenza di frange troppo diverse fra loro. vista la situazione nelle altre grandi realtà cittadine, l'unione poteva affermarsi anche a milano, ma con uno sforzo enorme, che non c'è stato, che doveva tendere a scardinare quel rapporto ormai consolidato tra i milanesi e il centro-destra.

nel caro abruzzo, la campagna elettorale terrà ancora banco fino al ballottaggio nelle realtà più grandi della provincia di chieti, nei piccoli centri non c'è stata una omogenea conlusione a favore delle amministrazioni uscenti. qualche sorpresa non è mancata.

 

un anno fa, si era tutti in attesa dell'esame di stato (da oggi in vendita, edito da mondadori, "notte prima degli esami" testo ripreso dal film di qualche mese fa), ma prima ancora della "medea". ricordi. ilb.

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domenica, 28 maggio 2006

post.

è terminata una settimana molto intensa. su tutti i fronti. venerdì per rilassarmi (!) sono andato a vedere al cinema "mission: impossible 3". sprofondato sulle comode (comodissime) poltrone del cinema "odeon" mi sono goduto questo bel film che non mi ha risparmiato affatto momenti di alta tensione (ad un certo punto stavo letteralmente mangiando la cannuccia della coca cola). ieri sera ho cantato assieme alle migliaia di persone presenti a san siro le ultime tre canzoni del concerto di luciano ligabue. oggi e domani si vota per i rinnovi di alcuni consigli comunali. i commenti fra qualche giorno, ma credo che si concentreranno sul quesito: sono state elezioni che hanno giudicato i primi giorni del nuovo governo oppure sono rimaste entro le mura delle singole realtà? ilb.

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giovedì, 18 maggio 2006

Desiderio esaudito (quasi).

 

Da più parti, mi è giunto un consiglio per questo blog: inserire qualche notizia –diciamo- di gossip (anche personale). Cerco di provvedere e di far contenti i richiedenti. Premessa: sono stanchissimo. Giornate intensissime di studio, ma qualche ora di svago me la sono concessa martedì sera…una serata mondana…in un salotto buono…, basta, non aggiungo particolari…se vorranno potranno inserirli i partecipanti alla ‘festa’. Io mi sono divertito (mi sono divertito un po’-un bel po’- meno quando ho letto la lista dei nuovi ministri). Vediamo…gossip…ecco! Ma avete notato gli abiti dei ministri al giuramento? Insomma…la Rosy Bindi in profondo nero (da citare la battuta poco elegante che circolava questa mattina sotto i chiostri: ragazzi, adesso può succedere di tutto, hanno messo la Bindi al Ministero per la famiglia, lei che non ha avuto mai neppure il fidanzato…!) la Bonino con un verde squillante (fin troppo), ma fra le donne spiccava la Meandri con un abito fresco e primaverile…è la più giovane, infatti. Gli uomini avvolti in un grigio, marroncino e qualche blu…bah! Simpaticissima la scena colta da Striscia: alla fine della cerimonia un distinto signore si avvicina al tavolo dove ci si avvicinava per firmare e…ha rubato le due penne con le quali i nuovi ministri pochi minuti prima avevano reso indelebile il loro giuramento alla Repubblica. Che dovrà farsene? Venderle? Tenerle come ricordo? Vedremo nelle prossime puntate. Ilb.

N.B. matteo…esiste internet, la posta elettronica, i siti, ma soprattutto i blog…

scusate non potete capire è una frase tra me e il destinatario, che si riconosciuto, non per altro, ma perché l’ho chiamato per nome e di ‘genovese’, abitante di una zona della penisola dove è molto diffuso un certo disordine sociale, legato ad antiche origini, acuito dalle nuove problematiche sociologiche che si abbattono sul nostro bel Paese (ha capito benissimo a cosa mi riferisco) e regista, ne esiste UNO SOLO. Ilb.

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domenica, 14 maggio 2006

dal "Corriere della Sera" di domenica 14 maggio 2006

La magistratura che scopre gli scandali
I giudici e il clamore
di
Sergio Romano
Ciò che mi ha maggiormente colpito nello scandalo del football è il sentimento, molto comune, che certi intrighi e imbrogli non siano casi isolati, ma indice di un malcostume diffuso. Insomma, siamo indignati, scandalizzati e arrabbiati, ma non sorpresi. Se queste impressioni sono fondate (e temo lo siano), la vicenda è più grave di quanto non sembri.

Questo non è un semplice scandalo, come possono accaderne anche nei Paesi meglio governati. È la dimostrazione, soprattutto dopo le vicende bancarie degli scorsi mesi, che Tangentopoli e i 14 anni passati dall'arresto di Mario Chiesa non hanno intaccato le cattive abitudini di alcuni settori della società. Pensavamo che le indagini di Mani pulite avrebbero avuto ricadute positive per tutta la vita nazionale. Credevamo che la proliferazione dei codici etici nella prima metà degli anni Novanta fosse qualcosa di più di uno dei tanti esercizi in cui il Paese rivela i suoi vizi peggiori: retorica, ipocrisia, conformismo. Ma scopriamo che le cattive abitudini, in certi ambienti, non sono cambiate. Quanto più una corporazione è potente, corteggiata e adulata dal Paese e dalla politica, tanto più sembra convinta di poter violare la legge e aggirare le regole.
Non è lo scandalo che preoccupa: è la combinazione di cinismo, sentimento d'impunità e indifferenza a qualsiasi principio morale che traspare dalla vicenda. Di chi è la colpa? Dei controllori che non controllano? Di una classe dirigente amorale? Di una opinione pubblica in cui l'indignazione è sporadica, sussultoria, inconstante?

Nello scandalo del football vi è un altro aspetto inquietante. Quando scoppiò Tangentopoli la reazione della magistratura fu, a dir poco, anomala. I procuratori si impadronirono del circuito mediatico e lo alimentarono con fughe, interviste, indiscrezioni. Le procure cominciarono a contendersi la materia delle indagini. Alcuni magistrati si abituarono a vivere nel cerchio di luce dei riflettori e dettero l'impressione di amare il loro nuovo ruolo. Mi dissi allora che queste anomalie erano forse giustificate da una esigenza: aprire un varco, grazie al consenso della pubblica opinione, nel muro di cinismo e di omertà che copriva il rapporto tra la politica e gli affari. Ma i magistrati avrebbero dovuto essere i primi a rendersi conto che bisognava tornare, dopo la «libera uscita» di quel momento eccezionale, alle antiche virtù del mestiere: il silenzio, la discrezione e una forte distanza di sicurezza dal mondo della politica.
Ciò che sta accadendo in questi giorni sembra dimostrare che lo stile di Mani pulite sopravvive. Siamo letteralmente sommersi da notizie di cui ignoriamo la paternità. E stiamo assistendo a una competizione fra le procure che ricorda gli anni di Tangentopoli. Esiste una istituzione che può affrontare autorevolmente questo problema: il Consiglio superiore della magistratura. Ma la sua maggiore preoccupazione in questi anni è stata quella di rivendicare l'indipendenza della magistratura. È giusto. Ma non sarebbe altrettanto giusto chiedersi, almeno in qualche caso, quale uso si faccia di tale indipendenza?

Ancora una osservazione. I risultati di questo grande clamore giudiziario sono inevitabilmente inferiori alle attese: qualche condanna cassata in appello, qualche detenzione cautelativa seguita da proscioglimento, qualche archiviazione. E così, dopo avere suscitato una appassionata sete di giustizia, la magistratura alimenta un'altra ricorrente patologia italiana: la sindrome dell'insabbiamento. E nuoce, in ultima analisi, a se stessa.
14 maggio 2006

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sabato, 13 maggio 2006

...

questione di poltrone. ma dove sono finiti tutti gli intenti nobilissimi di coloro i quali ci avrebbero duvuto liberare dal regime? è proprio il caso di dire, viva la libertà! io, francamente, in questi giorni non ci capisco più niente. fronte centrodestra: non voteremo mai un comunista. così berlusconi. alleanza nazionale e udc, invece, si erano convinti (che brutta parola, scusate) a votare giorgio napolitano. la lega: se i centristi e i colonnelli voteranno napolitano, la cdl è finita, bisogna essere fedeli alla coalizione e votare scheda bianca. (la lega poi a chi ha votato? ...). bene. si può andare avanti così? i commenti li lascio a voi, anche se aggiungo che il centrodestra si è mosso bene in principio (cara unione, fateci una rosa di nomi, non uno solo e discutiamo...), ma poi si è lasciata andare...comprensibile...ne riparliamo fra qualche settimana. fronte opposto: e vai, abbiamo vinto...prodi diceva di avere la lista dei ministri pronta già poche ore dopo il risultato elettorale, probabilmente l'ha persa e adesso occorre riscriverla. tizio alla difesa, caio all'istruzione, ... . mentre un autorevole esponente dell'ala estrema della sinistra urlava a montecitorio qualche giorno fa "ma lo sai che ve dico...aridatece la dc !!!", poche ore fa un altro esponente di primo piano dei ds, criticava la sua coalizione, "le cose che stanno facendo se le poteva permettere solamente la dc quando credeva di essere, ed allora era, eterna...". per dire gli umori. non occorre disperare, tutto fa parte del gioco, ma il gioco è bello quando dura poco.  ilb. 

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giovedì, 11 maggio 2006

per il futuro...serenità, caro presidente!

alla fine è stato eletto giorgio napolitano. una bella analisi del "tormentato" periodo che ha preceduto l'elezione del nuovo presidente della repubblica, è stato tracciato in modo egregio dal direttore del corriere della sera paolo mieli  con un editoriale sull'edizione di oggi (www.corriere.it). un  distinto e elegante signore da lunedì salirà sul colle. in queste occasioni ci si interroga, o per lo meno si riflette, sulle aspettative, sul "come sarà" questo nuovo presidente. sicuramente avrà un compito non facile, ma la sua esperienza passata lo aiuterà sicuramente. è proprio vero: cosa sarebbe successo se l'allore partito comunista italiano avesse ascoltato ciò che profetizzava quel "migliorista" di napolitano? certo, nelle parole di questi giorni c'è sempre un di più di enfasi nelle ricostruzioni della "storia" che ha vissuto (e che in parte ha scritto) in nuovo presidente. ma se la sua elezione scaturisse una nuova riflessione non solo sulla sinistra, ma su tutta la politica, sicuramente non si troverebbero degli scontenti. ma, a quanto pare, siamo più interessati alle caselle da riempire. è in un certo senso è anche normale che sia così. finalmente un (ex) comunista al quirinale. adesso non ci saranno più alibi per nessuno, adesso non si potrà più utilizzare la teoria della conventio ad excludendum a prorio piacimento. vi rimando ancora una volta all'analisi del direttore mieli. adesso ci saranno le belle cerimonie, i discorisi ufficiali e tante altre cose, ma un auspicio consentitemelo: speriamo che si torni un po' più a ragionare, a pensare, a riflettere. ne abbiamo bisogno. non è retorica, non è il solito appello ad "abbassare i toni". diciamo, per utilizzare una parola abusata, vogliamo normalità, che poi nessuno può dire cosa significhi, ovvero tutti la adattano a questo o a quello, ma adesso "facciamo che" significhi...serenità. che parolone! e si, serenità...nei prossimi mesi ne sarà necessaria tanta per affrontare le nuove idee che nasceranno (non come funghi -come però ci sembrerà-) e che, soprattutto, dovranno essere messe in pratica. ovvero tradotte nel campo politico. e non sarà facile. tanti auguri, presidente.  ilb.

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domenica, 07 maggio 2006
massimo d'alema verrà eletto presidente della repubblica? dalle ultime notizie parrebbe di si, ma salirà sul Colle solamente con i voti del centro-sinistra (o come ha detto gianfranco fini della sinistracentro). ma -parrà paradossale- il problema non è più rappresentato dalla elezione o meno di d'alema. il presidente dei ds si è fatto incartare troppo facilmente prima di tutto dai suoi compagni. in altre parole: d'alema sarebbe stato eletto anche con i voti del centrodestra se avesse impostato la sua "scalata" al quirinale in altro modo. ricordate l'intervista al corriere dopo le elezioni? il leader dei ds aveva cominciato ad aprire qualche spiraglio alla parte opposta, ma poi tutto è precipitato. ovvero non è andato come sarebbe dovuto andare. nel 1998 il governo prodi fu fatto saltare -le cronache lo narrano- da un "accordo" che aveva al vertice tre personaggi: franco marini, fausto bertinotti, massimo d'alema. i primi due rappresentano da qualche giorno la seconda e la terza carica dello stato, il terzo (scusate il bisticcio di parole) aspira alla prima carica. questo deve far riflettere. tutti sistemati, per evitare una ripetizione del fattaccio? pensarlo è inquietante. e noi non lo vogliamo pensare, anche perchè pensarlo vanificherebbe tutti i nostri, a questo punto, inutili discorsi sul ricambio generazionale, largo ai giovani, bla bla bla bla bla bla... . se d'alema non sarà eletto, credo che nell'unione il verdetto non passerà inosservato. gianfranco fini, invece, ha descritto una tattica da astuto politico. ha detto in un'occasione pubblica -presenti casini, berlusconi e bossi- che il centrodestra dovrebbe proporre il nome di un personaggio autorevole del centrosinistra (escluso, naturalmente d'alema) e vedere se lo stesso centrosinistra si trova d'accordo nel votarlo. in questo modo si scoprirebbero veramente le carte: se c'è (come sembra) solo d'alema oppure  se si può ragionare su una rosa di nomi. domani ne vedremo delle belle, intanto questa notte le luci dei palazzi romani rimarranno accese e verranno spente solamente alle prime luci dell'alba. ilb.
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lunedì, 01 maggio 2006
dopo qualche difficoltà franco marini, l'abruzzese franco marini è diventato presidente del senato. auguri. i "franceschi tiratori" hanno mandato il loro segnale nelle prime votazioni e non solo i destinatari, ma l'Italia intera, hanno compreso il messaggio che volevano inviare: cari amici attenzione che se non ci va a genio qualche cosa noi siamo in grado di incasinare tutto  e tutti quindi..., ma comunque è inutile imbattersi sul "chi è stato?" perchè sarebbe praticamente inutile. quindi una carica importante per un abruzzese. alla camera il compagno fausto bertinotti, con minore difficoltà, ha raggiunto l'ambito incarico istituzionale. anche a lui i più sinceri auguri. ilb.
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