domenica, 23 aprile 2006

pareggio

 

 

È doveroso precisare che queste riflessioni sono state scritte il 13 aprile e che per ragioni “tecniche” non sono state pubblicate.  Ilb.

 

 

Come facilmente prevedibile il pareggio è arrivato. E, quindi, non ci sono né vincitori né vinti, o, se la situazione la si vuol guardare al rovescio tutte e due gli schieramenti hanno vinto. Chi avrebbe scommesso su una differenza di voti così sottile? Persino (!) gli scommettitori inglesi avevano puntato pochissime fortune su una possibile rimonta del Cavaliere. È vero, al Senato si era parlato di pareggio, ma alla Camera proprio no. La strategia di Berlusconi ha pagato ancora una volta: è riuscito a mandare al voto molti indecisi che cinque anni fa avevano votato per lui ed ora volevano astenersi. L’utilizzo dei metodi “populisti” ha, nel bene e nel male, portato dei frutti. L’Unione non si aspettava un risultato come quello ottenuto realmente dalle urne. Credeva di aver staccato per vari punti percentuali il cav. ed ha sbagliato. Francamente la manifestazione di gioia alle tre del mattino con le bandiere e le canzoni poteva essere rinviata -semmai- al giorno seguente. Comunque, nella Cdl, FI è scesa rispetto al 2001, ma è salita notevolmente -soprattutto nelle realtà locali- rispetto alle elezioni europee e regionali, AN ha mantenuto sostanzialmente i voti che aveva in dote, mentre l’UDC ha fatto un notevole balzo in avanti rispetto alle precedenti politiche e comunque ha continuato il suo cammino sulla strada che lo vedeva crescere ogni volta di più da tre anni a questa parte. La Lega -stando alle parole dello stesso Bossi- poteva fare di più, comunque rispetto al dato dei cinque anni fa è, seppur di poco, cresciuta. Dall’altra parte il dato più evidente è il mancato successo -tanto auspicato- della neonata Rosa nel Pugno, ma nonostante ciò porta a casa poco meno di venti deputati alla Camera. La Margherita è rimasta un po’ bassina assieme ai DS che, come primo partito della coalizione, avrebbe dovuto rafforzare i suoi consensi. La novità -neppure tanto inaspettata, in verità- è rappresentata dall’ottimo risultato di Rifondazione Comunista. Una forza che farà sentire la propria voce all’interno dell’Unione. La presenza con delle proposte politiche e non della sinistra cosiddetta “più estrema” c’è ed è importante, quindi la previsione prima del voto era ampiamente fondata. In questa geografia così variegata per molti aspetti, nulla è dato per scontato: davanti a noi abbiamo un periodo con contorni poco chiaramente delineati. Chi dovrà avere l’incarico di creare il governo? Alcuni dicono, né Prodi né Belusconi. In effetti l’Italia è divisa matematicamente in due. La polarizzazione del voto ha portato a questa chiarissima nettezza. A chi sostiene che si debba ritornare al voto, rispondo che potrebbe essere una ipotesi anche percorribile, ma ad una condizione: il tempo che ci dovrebbe separare dalle nuove consultazioni dovrebbe necessariamente servire a riorganizzare le coalizioni. Riorganizzare significa anzitutto che non si dovrebbero ripresentare agli elettori così come hanno fatto adesso, perché abbiamo fin troppo bene compreso che ci sono due coalizioni eterogenee al loro interno, il che significherebbe che in caso di nuove elezioni il risultato paradossalmente potrebbe tornare ad essere di perfetta parità. Riorganizzare però non deve significare inciuci. Si potrebbero fare degli esempi sui modelli europei, ma pare che questi “modelli europei” li consideriamo ad intermittenza, in base alle convenienze. Devo, necessariamente, concludere nello stesso modo con il quale chiudevo qualche giorno fa: occorre attendere… . Ma questa seconda attesa dispone di importanti elementi in più sui quali ragionare.    Ilb.

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venerdì, 07 aprile 2006
fra pochissime ore termina ufficialmente la campagna elettorale. a roma e a napoli i comizi di chiusura. ferrara, la armeni e i loro ospiti commentano in questo momento in televisione gli ultimi avvenimenti e la campagna in generale. ora occorre solamente attendere. marco mi ha chiamato ieri sera: faremo assieme la "veglia" (come giustamente la chiama), ma dobbiamo ancora stabilire un luogo. non credo ci saranno vincitori. e neppure vinti. ma non è detto... aspettiamo...         ilb.
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giovedì, 06 aprile 2006

nessuna novità sotto i ponti. l'estenuante campagna elettorale volge al termine. sembrerà stano ma fra qualche giorno, anche se per poche settimane, ne sentiremo la mancanza... oramai ci si conta a "coglioni": è nato in fretta e furia un blog ad hoc sonouncoglione.splinder.com . oggi è cominciato l'inevitabile (e simpatico) giro di sms...: "assegnata vittoria all'unione: i coglioni sono matematicamente il doppio delle teste di cazzo!" . che volgarità dirà qualcuno... ma no, per una volta (?!?) concediamoci anche qualche licenza poetica... diamo un po' di colore alla campagna elettorale...così grigia, così uguale, così "sempre le stesse persone"...che belle frasi fatte. carissimi, a volte sembra inevitabile prendere tutto con leggerezza; se volessimo fare un'analisi "sociologica" si potrebbe dire che una tesi di un noto giornalista (che recentemente s è autocenturato imbavagliandosi) è quella più giusta: in ogni modo berlusconi fa parlare di se e diventa protagonista del dibattito. mi potreste dire, lo potrebe fare in altro modo e in fin dei conti è sempre un leader in piena campagna elettorale...si tutto questo è giusto, ma se la sinistra o il centro-sinistra tentasse, almeno per una volta di non raccolgiere le provocazioni, probabilmente il cav. resterebbe almeno per qualche ora in ombra. ha ragione massimo cacciari che ogni volta che viene montato un "caso" su una frase, un comportamento, una battuta del cav. ricorda che reagendo con orrore e scandalo si fa solamente il gioco di chi lo "scandalo" lo provoca.    ilb.

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sabato, 01 aprile 2006

qualche riflessione...(conclusiva)

la lunga (fin troppo) campagna elettorale si avvicina alla conclusione. in altri campi si direbbe: è tempo di bilanci. ma noi sorvoliamo perchè su molti aspetti non credo si riuscirebbe a dare una visione chiara di ciò che chi si contende la guida del nostro paese ha voluto presentare agli elettori. quindi possiamo avventurarci in una semplice, superflua, riflessione. al primo punto è doveroso ricordare ancora una volta che dopo dieci anni (dieci) sono ancora le stesse due persone, neppure tanto giovani, che chiedono agli italiani la fiducia per governare. anche il questa campagna elettorale il protagonista è stato berlusconi. oramai è un dato di fatto: fin quando (PAUSA: mentre scrivo non ho mai la musica come sottofondo, ma adesso vivo un'eccezione e la sto ascoltando; dopo una bella canzone leggera italiana, è partita automaticamente dal computer  "el pueblo unido" - qualche "comunista" è entrato nel mio computer e ha piazzato nei primi posti della lista questa affascinante canzone che conosco a memoria insegnatami alle scuole elementari.......la campagna elettorale...!!!) berlusconi resterà "in campo" , purtroppo per la nostra politica e la nostra democrazia, sarà lui il perno del dibattito politico. non è un giudizio negativo sul silvio ma è una constatazione di fatto di cui, a volte, lo stesso cav. approfitta. prodi e gli altri leader del centrosinistra hanno tentato di dirigere gli obiettivi mass mediatici su loro stessi o su prodi esclusivamente, ma non ci sono riusciti, anche se bisogna registrare il fatto che, dopo il primo fallimento nel seguire questa strategia, sono stati loro stessi a incentrare tutto e tutti sul cavaliere. prodi non è il leader indiscusso (e anche qui, purtroppo) perchè deve, ogniqualvolta rilascia un giudizio, precisare, correggere, integrare perchè si trova in difficoltà con i suoi alleati, espressione di politiche molto eterogenee. a casini e a fini si deve dare atto che hanno spostato l'attenzione nel centro-destra anche su di loro, oltre non mi avventuro perchè francamente bisogna attendere il dieci aprile. rutelli ha dimostrato che la margherta non è un partito (totalmente) appiattito sulle posizioni della sinistra, in particolare dei ds. ma perchè non è stato candidato rutelli? il partito ce l'ha, è cresciuto elettoralmente e ha dettato spesso una sua linea precisa sui vari fronti della politica. tra l'altro ha mangiato pane e cicoria per cinque anni e ha portato la carretta (esperienza) e dulcis in fundo è anche bello (e questo aspetto avrebbe messo in difficoltà ancora di più silvio). [questa considerazione la conserverò gelosamente perchè probabilmente potrà essere utile fra qualche mese...]. è nata, in fretta e furia, la rosa nel pugno, secondo alcuni la vera novità di questa campagna elettorale. sulla novità sono d'accordo -impossibile non esserlo- perchè è un partito nuovo che si presenta per la prima volta, ma sono un po' perplesso sul percorso che lo sdi ha voluto intraprendere. nel 2004 era candidato nel listone dell'ulivo con margherita e ds e quindi con una precisa identità e un futuro più o meno chiaro, poi la svolta con bonino e pannella. la storia della collaborazione fra radicali e socialisti ha prodotto per il nostro paese molti risultati importanti ed essenziali, ma quella collaborazione era un ricordo ormai perchè il partito di boselli aveva intrapreso una strada diversa con rutelli e fassino. comunque vedremo cosa succederà dopo il voto. ecco, dopo il voto sarà necessaria un'analisi minuziosa interpretando le prospettive del vincitore e del vinto. ma ci sarà un vincitore e un vinto? ilb.

postato da: ilbalenottero alle ore 12:55 | Permalink | commenti
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