giovedì, 12 gennaio 2006

 

veneropaca.it

ieri sera ho scoperto un bellissimo sito, www.veneropaca.it . un gruppo di giovani ragazzi, alcuni dei quali conosco perchè in passato abbiamo frequentato gli stessi "ambienti". uno in particolare (oggi mi dicono sia diventato un illustre direttore...) lo ricordo anche per la collaborazione nella "gestione" dei sopra ricordati "ambienti"... ciao Stefano R. (come ti firmi su altri blog) fatti sentire (in tutti i sensi). al più presto io verrò a sentirvi.

 casualmente l'ho scoperto, vi invito a visitarlo, ma soprattutto a scaricare le canzoni. buon ascolto! ilb.

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martedì, 03 gennaio 2006
dal "corriere della sera" - lunedì 2 gennaio 2006
 
 
Perché ci servono capitani che non lascino la nave
di
Francesco Alberoni
 
C'è gente che ha senso di responsabilità e altra che ne è totalmente priva. Qualcuno oggi ne fa l'elogio sostenendo che in un mondo come il nostro, dove non ci sono più solide credenze religiose e ideologiche, ciascuno deve cercare solo di stare bene, di guadagnare e di divertirsi.
Invece io sono convinto che esistono delle qualità morali fondamentali per la vita di tutte le società. Fra queste il senso di responsabilità. E' giusto parlarne all'inizio del nuovo anno.

Il senso di responsabilità è un senso del dovere che ti spinge a occuparti del benessere delle persone che dipendono da te perché occupi una certa carica o perché hai preso con loro un impegno o semplicemente perché hanno bisogno e si affidano al tuo aiuto. E' perciò una forma di generosità, di altruismo, di dedizione. Ma non è un impulso, uno slancio generoso occasionale, mosso dalla pietà o dalla commozione. E' qualcosa che permane anche quando l'altro non è presente, anche quando non provi pietà per lui, anche se non lo ami. Il padre e la madre si sentono responsabili del benessere dei propri figli perché li amano, gioiscono delle loro gioie e soffrono dei loro dolori.

Diverso il caso dell'imprenditore che lotta per salvare la sua impresa. Egli può farlo solo per sé, per egoismo, ma può anche farlo per senso di responsabilità verso le migliaia di dipendenti che rischiano il posto di lavoro. Non si può dire che li ami, ma considera suo dovere prendersene cura. Perfino in guerra c'è una differenza abissale fra il comandante responsabile e quello irresponsabile. Hitler ordinando ai suoi di «resistere fino alla morte» ha fatto massacrare le sue truppe migliori. Una delle grandi risorse dell'esercito americano è di correre immediatamente in soccorso al ferito che non si sente mai abbandonato. Il senso di responsabilità richiede continua vigilanza, attenzione e la capacità di prevedere razionalmente il futuro.

Il miglior genitore non è quello che dice sempre sì al figlio, ma quello che si preoccupa di formarne il carattere. Il capo responsabile è quello che prevede in anticipo i pericoli e cerca di prevenirli. E, quando si trova in mezzo alla bufera, non scappa, resta in mezzo ai suoi soldati, li rincuora mentre cerca ogni mezzo per portarli in salvo. Per questo chi ha un forte senso di responsabilità deve avere una grande forza d'animo, stringere i denti e resistere alla tentazione di fuggire. Il capitano è l'ultimo a lasciare la sua nave che affonda.

postato da: ilbalenottero alle ore 21:14 | Permalink | commenti
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